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Litometamorfosi

Project Litometamorfosi

Projekt Litometamorfosi

 

Le pietre, quando non appartengono a una categoria privilegiata, come le pietre preziose, vengono ignorate, calpestate con indifferenza e inconsapevolezza. Giacciono sul terreno, bagnate dalla pioggia, riscaldate dal sole, calciate dai passanti, soggette nel corso dei millenni ai movimenti della terra che ne determinano la posizione.
A pensarci bene, ogni pietra, anche la più insignificante, è degna di nota. Ha una sua identità, una storia che abbraccia milioni di anni e che riflette la storia geologica del luogo in cui si trova.
I minerali che la compongono ne determinano l'aspetto e la consistenza.

Pietre, rocce, formazioni minerali sono ecosistemi viventi.
Le pietre sono organismi viventi.
Sono il complesso ambiente di interdipendenza trans-specie in cui il vivente e il minerale diventano indistinguibili. [1]
Nelle culture aborigene le pietre sono considerate entità che respirano e che come i rettili perdono la pelle esterna nel tempo, in cicli vitali in cui interagiscono il minerale e l'atmosferico, la terra, l'acqua e l'aria. [2]
Nelle tradizioni Quechua e Aymara le pietre vengono nutrite come parte di rituali, durante i quali le loro superfici vengono strofinate con grasso e sangue di lama, in pratiche in cui le pietre vengono nutrite come esseri viventi. [3]


Utilizzando colori acrilici, ho sperimentato i risultati più vari e imprevedibili su questo materiale apparentemente statico e immutabile, ma molto versatile.
Le pietre ruvide e irregolari si sono rivelate perfette per ottenere colori sfumati e stratificati, mentre quelle più lisce e uniformi sono ideali per segni precisi e colori ben distribuiti.
Per me, dipingerle è una ricerca di abbellimento, una forma di riscatto.
Le pietre sono una metafora di un'umanità dimenticata e abbandonata per la quale sogno una rinascita, una considerazione nuova e inedita.

Oltre alle pietre stesse, il progetto Litometamorfosi comprende anche fotografie delle pietre e la pubblicazione di una raccolta di poesie dedicate a coloro che subiscono ingiustizie, violenze ed emarginazione. Il ricavato delle vendite 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐩𝐢𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐭𝐨 sarà devoluto all'APS Cascina Macondo per i suoi progetti sociali, che hanno sempre obiettivi di inclusione e coinvolgono persone in difficoltà, persone diversamente abili, detenuti. Questa realtà realizza inoltre progetti artistici rivolti ad un pubblico vasto ed eterogeneo in Italia e all'estero.

Le pietre che ho dipinto provengono da vari luoghi.
Alcune arrivano dalle spiagge della Liguria e dai sentieri di montagna del Piemonte, e le ho raccolte io stessa.
Molte mi sono state regalate da mio fratello Giuseppe, che mi ha portato pietre dalle isole Svalbard, dal Marocco, dalla Normandia e dalle spiagge di Folkestone, una città nel sud-est dell'Inghilterra.
Quelle di Longyearbyen (Svalbard) sono il risultato di carotaggi, quindi hanno una forma cilindrica.
Le pietre del Marocco sono molto scure e lisce o di colore più chiaro e ruvide.
Quelle normanne sono sottili lastre di ardesia, residuo di qualche costruzione.
Le pietre di Folkestone sono tondeggianti e molte hanno dei fori naturali creati da piccoli molluschi che scavano nella pietra per cercare riparo. Secondo le culture nordiche, queste pietre perforate sono un dono della natura e sono considerate una sorta di talismano naturale che protegge dalle malattie e dagli spiriti maligni e porta fortuna e prosperità.
Vorrei quindi ringraziare mio fratello, che collabora attivamente per trovare le materie prime per il mio progetto e mi ha dato molti consigli su come presentarlo.
Sono inoltre molto grata a mio marito Maurizio, che mi ha aiutata a trovare i luoghi più adatti per scattare le fotografie, ha fotografato pazientemente le pietre e ha dedicato molte ore alla post-produzione. I suoi consigli mi hanno sempre guidata per ottenere i migliori risultati possibili.

Il 29 Marzo 2026 a Cascina Macondo ho presentato il progetto e ho tenuto un workshop di pittura su pietra
Il 24 Maggio 2026, nell'ambito della rassegna "Approdi Creativi" di Cascina Macondo, ho partecipato con il mio progetto ad uno splendido pomeriggio in cui si sono avvicendati teatro, poesia, arte e musica. E' stato dapprima presentato "Domus é" a cura di Nagi Tartamella e Florian Lasne (Compagnia Racines de Poche) che hanno portato sul palco le attrici e gli attori della compagnia integrata "Viaggi Fuori dai Paraggi" dell'APS Cascina Macondo con Nagi Tartamella, Florian Lasne e Anna Verrastro. E' seguita la mia presentazione di Litometamorfosi e infine si è tenuto il concerto del Coro ASAI "Bernardo Ascoli" diretto da Marco Ravizza  che ha eseguito canti di lotta e della tradizione popolare.

 

[1] (Stonelife, l'Architettura Microboplanetaria dei litoecosistemi Andrés Jaque, Gokce Ustunisik, Biennale di Venezia 2025)
[2] (Elizabeth Povinelli Do rocks listen?, Deborah Bird Rose Reports from a Wild Country: Ethics for Decolonization; Tyson Yunkaporta Sand Talk: How Indigenous Thinking Can Save the World)
[3] (Silvia Rivera Cusicanqui Ch'ixinakax utxiwa; Marisol de la Cadena Earth Beings: Ecologies of Practice Across Andean Worlds)

 

VEDI TUTTE LE PIETRE DEL MIO PROGETTO

 

foto pietre 001

 

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