Graffia il cielo
la roccia,
contraendo
le dita rugose
attenta
a quel nitido
azzurro.
Fluida seta sul viso,
il vento mi parla
di spazi e millenni,
di cenere e neve.
Un volo s’accende
lontano,
pensiero
di libera luce
che colma
orizzonti
di voci.
Luisa Gavazza



