L'udito accoglie,
come nuda conchiglia,
il lento sfogliare del vento.
Non cedo al dolce richiamo,
alle eteree carezze.
Pacata cammino.
Scrocchiano intorno
mutevoli passi,
calpestano foglie
che, ignare, rosseggiano
un cenno d'addio.
Sommesso, il frinire del grillo
ritma il passo, che discreto s'adegua.
Un rombo lontano
sembra un cenno irrequieto
al nostro obsoleto vagare.
Sento forte l'assenza di voci,
prepotente presenza
che muta accompagna
il fermo fluire dei passi.
Luisa Gavazza



